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La negoziazione assistita nella separazione: cosa cambia?

divorzioLa legge 162/2014 prevede la possibilità di ricorrere alla negoziazione assistita in materia di separazione personale, modifica delle condizioni di separazione, di cessazione degli effetti civili del matrimonio.
In sede di conversione, la legge ha previsto due possibilità:
1) il procedimento in mancanza di figli minori, maggiorenni incapaci economicamente o portatori di handicap.
2) il procedimento in presenza di figli minori, maggiorenni incapaci economicamente o portatori di handicap.

Nella prima ipotesi, l’accordo intervenuto tra i coniugi in sede di negoziazione assistita deve essere trasmesso al Pubblico Ministero presso il Tribunale competente entro 10 giorni. Il PM lo autorizzerà solo in caso di rispondenza dell’accordo stesso alle esigenze dei figli minori , mentre nel caso in cui il PM dovesse individuare una lesione dei diritti dei figli trasmetterà l’accordo al Tribunale che fisserà, entro 30 giorni successivi, , la comparizione delle parti provvedendo “senza ritardo”.
Anche nel caso di mancanza di figli minori o maggiorenni non economicamente autosufficienti o portatori di handicap grave, l’accordo redatto dagli avvocati deve essere trasmesso al PM che, se non individua delle particolari irregolarità, concede agli avvocati l’autorizzazione per la trasmissione dell’accordo stesso agli uffici dello Stato Civile competenti.

L’accordo deve dare atto che gli avvocati di entrambe le parti, anche in assenza di figli, hanno tentato di conciliare le parti e le hanno informate della possibilità del ricorso alla mediazione familiare. Mentre in caso di minori, gli avvocati devono informare le parti dell’importanza di trascorrere tempi adeguati con entrambi i genitori con il rispetto del principio della bi-genitorialità.