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Regno Unito: aumento dell’imposta sulle società

Recenti dichiarazioni della stampa hanno ipotizzato un aumento dell’aliquota principale dell’imposta sulle società britanniche, attualmente al 19%.

E’ un’affermazione che solleva numerosi dubbi, dato che nel Finance Act 2020 il governo ha legiferato per mantenere inalterata l’aliquota dell’imposta sulle società al 19% per gli anni fiscali 2020-21 e 2021-22.

Da alcuni anni, il governo ha perseguito una politica di riduzione progressiva dell’imposta sulle società e, prima della pandemia di Covid-19, aveva pianificato di ridurre l’aliquota principale al 17% a partire dall’aprile 2021.

Un aumento sostanziale dell’aliquota in questione risulterebbe impopolare per le imprese del Regno Unito, comportando problemi di solvibilita’ (e di redditività) durante la pandemia in corso.

Tuttavia, il panorama politico ed economico è cambiato sostanzialmente negli ultimi mesi. Il Cancelliere deve, ora, considerare come il governo potrebbe arginare il divario di spesa ed un potenziale deficit di bilancio di 394 miliardi di sterline.

Boris Johnson ha precedentemente indicato che non ci sarà alcun ritorno a politiche di austerità.

Vincolato dall’impegno a non aumentare l’imposta sul reddito, i contributi previdenziali e l’IVA, le opzioni del Cancelliere sono piuttosto limitate.

La necessità di aumentare le entrate dello stato deve essere bilanciata con la volonta’ di salvaguardare la ripresa economica e garantire, in particolare dopo la Brexit, che il Regno Unito rimanga un paese attraente per gli affari. Un forte aumento dell’imposta sulle società potrebbe sconvolgere tale equilibrio e danneggiare la competitività del Regno Unito.

Tuttavia, ci sono alcuni punti importanti da considerare:

  • Il Regno Unito ha attualmente l’aliquota d’imposta sulle società più bassa nel G7 e una delle aliquote più basse nel G20 – anche con un aumento al 25%, il Regno Unito continuerebbe ad avere una delle aliquote più basse nel G7.
  • I numerosi sgravi fiscali previsti nel Regno Unito potrebbero mantenere inalterata l’aliquota fiscale effettiva, anche nel caso di un aumento dell’aliquota fiscale principale. Gli sgravi riducono l’ammontare dei profitti imponibili di una società, riducendo l’aliquota fiscale effettiva. Si vocifera che il Cancelliere potrebbe introdurre nuovi sgravi o rendere più generosi quelli gia’ esistenti. Ciò permetterebbe di raccogliere entrate aggiuntive da societa’ redditizie durante la pandemia (come alcuni rivenditori digitali), proteggendo, allo stesso tempo, quelle aziende che dovranno fare i conti con l’impatto dell’aumento dell’imposta sulle societa’.
  • Il regime fiscale del Regno Unito e’ piuttosto generoso e consente di bilanciare, ai fini fiscali, le perdite subite in un anno con i profitti realizzati nell’anno corrente, precedente o successivo all’interno di un gruppo societario (sebbene siano, adesso, previsti limiti all’ammontare delle perdite che possono essere utilizzate negli anni futuri). Le perdite accumulate durante la pandemia potrebbero, quindi, rivelarsi uno scudo contro l’aumento dell’imposta sulle società.
  • L’ampia esenzione prevista in relazione ai dividendi nel Regno Unito fa si’ che in numerosi casi nessuna imposta sulle societa’ sia dovuta con riferimento ai dividendi ricevuti. Anche gli utili derivanti dalla cessione di azioni che soddisfano determinate condizioni sono esenti dal pagamento dell’imposta sulle società.
  • Il governo sta portando avanti delle consultazioni circa la possibilita’ di introdurre un nuovo regime di tassazione privilegiata per le holding che, se adottato, migliorera’ la competitivita’ del Regno Unito.

Alla luce di queste considerazioni, sarà interessante vedere se la percezione del Regno Unito come giurisdizione competitiva da un punto di vista fiscale sarà influenzata da eventuali aumenti dell’imposta sulle società.

Rimane, infine, da capire se il potenziale aumento dell’aliquota dell’imposta sulle societa’ avrà effetto dall’aprile 2021 o se il governo si atterra’ all’impegno preso con la legge di bilancio 2020 di mantenere l’aliquota al 19% per il prossimo anno fiscale, prevedendone l’aumento a partire dall’aprile 2022.

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