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Romania: introduzione di nuove restrizioni sulla vendita e sull’acquisto di terreni agricoli

Nel mese di agosto, in Romania è stato approvato un emendamento alla legge sulla vendita e l’acquisto di terreni agricoli, il quale impone restrizioni significative sulla vendita e sull’acquisto di terreni agricoli extra muros per i cittadini stranieri.

Una modifica fondamentale alla legislazione è l’estensione delle categorie di beneficiari dei diritti di prelazione previsti per la vendita di terreni agricoli. Le categorie di beneficiari sono state estese da quattro categorie (comproprietari, conduttori, proprietari confinanti, nonché lo stato rumeno attraverso l’Agenzia del Demanio) a tredici categorie con i seguenti sette gradi di differenziazione:

  • Grado 1: comproprietari, parenti di primo grado, coniugi e parenti acquisiti fino al terzo grado compreso.
  • Grado 2: proprietari e conduttori di investimenti agricoli per colture arboree e vitigni, con irrigazione esclusivamente privata.
  • Grado 3: proprietari e conduttori di terreni agricoli adiacenti al terreno oggetto di vendita. Tali soggetti dovranno dimostrare di avervi il domicilio o la residenza (o una sede legale o secondaria nel caso di persone giuridiche). Il terreno deve essere situato nel territorio nazionale e la proprietà deve essere di un periodo di cinque anni antecedente alla data di pubblicazione dell’offerta di vendita.
  • Grado 4: giovani agricoltori, fino a 40 anni, come definiti dal Regolamento (UE) n. 1305/2013, relativo al sostegno allo sviluppo rurale concesso dal Fondo Agricolo Europeo per lo Sviluppo Rurale, che intendono svolgere, o stanno svolgendo, attività agricole.
  • Grado 5: Accademia delle Scienze Agrarie e Forestali e unità di ricerca e sviluppo nei settori dell’agricoltura, della silvicoltura e dell’industria alimentare organizzate e regolate dalla Legge n. 45/2009.
  • Grado 6: persone fisiche con domicilio o residenza nelle unità amministrativo-territoriali in cui si trova il terreno o nelle unità confinanti.
  • Grado 7: lo stato rumeno attraverso l’Agenzia del Demanio.

I potenziali acquirenti, che non siano beneficiari di un diritto di prelazione, dovranno, inoltre, soddisfare nuove condizioni. Se nessuno dei beneficiari del diritto di prelazione intende acquistare il terreno, persone fisiche e giuridiche potranno acquistare il terreno agricolo, nel rispetto di determinate condizioni cumulative. Le condizioni sembrano privilegiare quegli acquirenti che hanno il domicilio o la residenza in Romania da almeno cinque anni e coloro in possesso di esperienza pregressa nell’agricoltura, nel territorio dello stato, prima della data di pubblicazione dell’offerta di vendita.

Nel caso di vendite successive, la legge, come modificata, limita la vendita di terreni agricoli per un periodo di otto anni dalla data di acquisto, prevedendo una penale dell’80% sulla differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo di acquisto. Tale disposizione si applica anche in caso di trasferimento, diretto o indiretto, di titoli di società che detengono terreni agricoli, i quali rappresentano più del 25% del patrimonio societario. Per evitare situazioni di doppia imposizione, l’imposta sugli utili è stata applicata ad una base ridotta. La violazione di tali obblighi comporterà l’annullamento dell’atto con il quale è stato trasferito il titolo.

Nella sua formulazione attuale, l’emendamento non abroga né modifica espressamente la procedura per ritirare la terra dall’uso agricolo. Prevede, invece, una procedura obbligatoria da seguire per qualsiasi investimento che implichi l’uso di un terreno agricolo per scopi diversi da quelli agricoli. Si consiglia di prestare attenzione a future modifiche normative, in quando modifiche alla legislazione secondaria potrebbero, potenzialmente, rendere la declassificazione dei terreni agricoli ancora più restrittiva e onerosa.

Prima della sua promulgazione, il disegno di legge ha sollevato vari dubbi nel settore imprenditoriale, nonché nei settori del petrolio e del gas e delle energie rinnovabili, affermando che le modifiche potrebbero avere un impatto negativo sui progetti in corso di svolgimento e sugli investimenti in Romania, poiché prevedono l’introduzione di oneri aggiuntivi per lo svolgimento di attività su terreni agricoli.

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