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Brexit: come i datori di lavoro possono aiutare i dipendenti europei

Il risultato del referendum sulla Brexit del 2016 ha avuto un impatto immediato su milioni di persone, e in particolare sui lavoratori cittadini europei che vivono nel Regno Unito e considerano il paese come casa loro.

Il governo inglese ha garantito, anche se unilateralmente, la tutela dei diritti di tutti i cittadini europei che si trasferiranno nel Regno Unito entro il 29 marzo 2019 (in caso di no-deal Brexit), oppure entro il 31 dicembre del 2020 (nel caso in cui il Regno Unito riesca a trovare un accordo con l’Unione Europea).

Il governo inglese, in particolare, ha garantito ai cittadini europei che sono entrati nel paese entro la data sopra indicata il diritto di rimanere a vivere nel paese a tempo indeterminato.

Nonostante tali rassicurazioni, le incertezze per i cittadini europei, tra cui coloro che lavorano come dipendenti nel Regno Unito, sono molte.

Vista l’importanza dell’argomento, e lo stress che tale incertezza può generare nei dipendenti, i datori di lavoro dovrebbero cercare di fornire supporto ai loro dipendenti in diversi modi.

La comunicazione rimane una delle cose piu’ importanti in ciascuna azienda o settore.

Infatti, sulla Brexit circola un grosso ammontare di notizie non corrette che non sempre corrispondono al vero ed hanno come unico effetto quello di generare allarmismi e molta confusione tra le persone.

Si sentono spesso, ad esempio, storie di cittadini europei che, nonostante siano residenti nel Regno Unito da molti decenni, si sono visti rigettare la domanda per il rilascio del permesso di residenza.

Approfondendo queste storie si viene poi a sapere che in realtà il rifiuto della domanda in questione e’ avvenuto a causa di un errore dell’Home Office o, ancora, a seguito di incorrettezze nel processo di presentazione della domanda da parte del soggetto interessato.

I datori di lavoro possono pertanto aiutare i propri dipendenti fornendo informazioni corrette su come i cittadini europei che lavorano per loro possono registrarsi come residenti nel Regno Unito. La cosa importante è fornire informazioni chiare, corrette ed esaustive.

Molti datori di lavoro hanno deciso di indire delle riunioni con i propri dipendenti, o ancora organizzare dei webinar online o conference call in cui spiegare quelli che sono i diritti dei dipendenti e rispondere alle loro domande al fine di chiarire tutti i dubbi o le incertezze.

Molte persone sono infatti preoccupate per le loro famiglie e, in particolare, per il futuro dei propri figli.

È inoltre raccomandabile fornire assistenza ai propri dipendenti per l’utilizzo del Settlement Scheme, che verra’ aperto definitivamente entro marzo del 2019. Ad esempio, potrebbe essere utile organizzare delle sessioni in cui i dipendenti abbiano la possibilità di incontrare delle persone preparate o, ad esempio, gli avvocati dell’azienda, che spieghino loro come procedere nella presentazione della domanda per il settled status tramite computer o telefono o offrano assistenza legale specializzata per la presentazione delle domande per conto dei dipendenti.

Solitamente, in una situazione comune, non dovrebbe essere necessaria l’assistenza di un legale, ma in certi casi piu’ complessi questa potrebbe rivelarsi molto utile, come ad esempio quando sono coinvolti familiari extracomunitari.

L’aeroporto di Heathrow ha annunciato la decisione di sostenere il costo della domanda, pari a 65 sterline, per tutti i 350 dipendenti dell’aeroporto che sono cittadini europei.

Tale decisione non potrà che avere un effetto positivo sull’azienda. I costi di un licenziamento, nonché tutte le spese da sostenere per assumere e formare nuovi dipendenti sono di gran lunga maggiori rispetto ai costi da sostenere per pagare a tutti i dipendenti la domanda per il settled status. Pertanto, Heathrow ha deciso che vale la pena sostenere tale spesa per il bene dell’azienda e del suo personale.

Vista l’imminenza della Brexit, è probabile che anche altri datori di lavoro decidano di intraprendere iniziative simili.

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