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Riforma delle pensioni nel Regno Unito

Riforma delle pensioniIl 7 Aprile 2015 entra in vigore il nuovo sistema pensionistico voluto dal governo di David Cameron.
Esso prevede la possibilità da parte dei lavoratori che abbiano compiuto 55 anni di incassare tutti i contributi versati nel corso della loro vita lavorativa.
In base alla nuova normativa, un quarto (25%) sarà “tax free”, mentre per i restanti tre quarti è prevista una tassazione ordinaria del 40%.
Chi, però, ritirerà tutti i contributi non avrà più diritto ad una pensione pubblica e non potrà contare su nessun tipo di assistenza sociale.
Due categorie di soggetti rimarranno esclusi da tale riforma:
• Coloro che hanno un’età inferiore ai 55 anni: la regola che vieta di incassare i contributi della pensione prima di questa età resterà in vigore;
• Coloro che hanno già iniziato a ricevere la pensione: essa potrà essere riscattata interamente solo dai lavoratori che hanno maturato il diritto ad una pensione, ma che non hanno iniziato a percepirla.
The Guardian, noto quotidiano britannico, fa notare che la convenienza dell’operazione è dubbia: chi ad esempio abbia messo da parte 200mila sterline in un fondo pensionistico ne riceverà 50mila esenti da imposta, ma sulle altre 150mila dovrà versarne circa 53.600 sterline di tasse.
L’esecutivo ha invitato i lavoratori a “riflettere bene e a non agire d’istinto”, anche perché se tutti decidessero di ritirare quanto versato la tenuta del sistema previdenziale britannico potrebbe essere messa a serio rischio.
Cameron auspica comunque che la misura abbia successo e faccia ripartire la spesa delle famiglie, con l’auspicio che tali somme vengano indirizzate soprattutto agli investimenti nel mercato azionario e immobiliare.
I critici della riforma sostengono che i lavoratori che sfrutteranno questa possibilità corrono il rischio di trovarsi in difficoltà quando saranno in età avanzata: la disponibilità di un “tesoretto” che arriva tutto in una volta sul conto corrente invoglierebbe a spendere in consumi voluttuari.
Il governo inoltre, secondo gli oppositori delle nuove norme, non ha informato a sufficienza i cittadini sugli impieghi alternativi dei soldi che ritireranno.
Ad alimentare le polemiche c’è anche il fatto che la novità arriva in piena campagna elettorale.

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