Risarcimento Danni

L’ILLECITO E IL RISARCIMENTO DEL DANNOresponsabilita contrattuale

In generale e nell’ambito del diritto civile, l’obbligo di risarcire il danno si collega due tipi di responsabilità: la responsabilità contrattuale e la responsabilità extracontrattuale.


 La responsabilità contrattuale

La responsabilità contrattuale deriva dalla violazione di un obbligo nascente da un rapporto obbligatorio. Infatti, l’art 1218 c.c. stabilisce il principio per cui se il debitore non esegue esattamente la prestazione dovuta, è obbligato al risarcimento del danno, salvo provi che l’inadempimento è dovuto all’impossibilità di eseguire la prestazione per causa a lui non imputabile.

Pertanto, il creditore, per ottenere il risarcimento del danno, dovrà dimostrare l’esistenza del rapporto obbligatorio, ossia del contratto da cui nasce la prestazione dovuta,  e l’inadempimento da parte del soggetto obbligato ad eseguire la prestazione stessa; sarà invece onere del debitore, per evitare di dover risarcire il danno, provare che l’inadempimento è dovuto ad un causa a lui non imputabile.

La responsabilità extracontrattuale

La responsabilità extracontrattuale (o aquiliana)  è sancita dall’art 2043 c.c. per cui “qualunque fatto doloso o colposo che cagioni ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

Tale norma individua gli elementi necessari per configurare un “illecito civile” ed il conseguente obbligo di risarcire il danno:

– il fatto materiale (comprendente la condotta, il danno  ed il nesso di causalità tra condotta e danno)

– l’antigiuridicità del fatto e quindi l’ingiustizia del danno che ne deriva;

– la colpevolezza dell’autore del fatto.

Sussiste quindi “illecito civile” in presenza di una condotta contraria ai principi dell’ordinamento e  lesiva di un interesse giuridicamente tutelato, che provochi un danno, ossia una conseguenza sfavorevole per chi subisce la condotta, quando il danno è ricollegabile alla condotta stessa, secondo il c.d “nesso d causalità”.

Occorre inoltre la “colpevolezza” della condotta, che può essere “dolosa”, quando preordinata a cagionare il danno, oppure “colposa”, quando derivante dalla violazione di leggi, regolamenti, ordini, discipline, ovvero negligenza, imprudenza o imperizia.

Solo la condotta illecita provoca un danno “ingiusto” secondo la legge, perché in alcuni casi il danno può essere tollerato dall’ordinamento giuridico.

Infatti la condotta dannosa non è punibile qualora sia inquadrabile in alcune fattispecie previste dalla legge:

l’esigenza di legittima difesa;

la condotta tenuta in stato di necessità;

la condotta tenuta nell’esercizio di un diritto o di un dovere o con il consenso dell’avente diritto.

In tali situazioni la condotta, benchè pregiudizievole per chi la subisce , non è fonte di responsabilità per l’agente.

Vi sono poi altri tipi di responsabilità previsti dall’ordinamento giuridico.

Particolare è l’ipotesi di responsabilità “oggettiva”, ossia senza colpa e ravvisabile solo ove si configuri il “nesso di casualità” tra la condotta e il danno che ne deriva (ad es: la responsabilità per i danni cagionati da animali).

In alcuni casi un soggetto può essere chiamato a rispondere per il danno derivante dalla condotta altrui (c.d. responsabilità indiretta), come nell’ipotesi del genitore che deve rispondere del danno cagionato dai figli minori, o la responsabilità del proprietario del veicolo per i danni cagionati da conducente.

 Lo Studio legale Malaguti Garlassi assiste la propria clientela nella gestione dei contenziosi in materia di risarcimento danni derivante da responsabilità contrattuale o extracontrattuale.

Per maggiori informazioni contattare: Tel. +39.0522.1841727 – info@sabrinamalaguti.comlgarlassi@sabrinamalaguti.com